ATTIVITA’ AGRICOLA: REGOLE PER L’AVVIO

Un soggetto che intende avviare un’attività agricoladeve seguire delle regole, per molti versi comuni a tutti gli altri imprenditori. Tuttavia, l’attività agricolaha delle regole particolari che la differenziano da qualsiasi altra attività imprenditoriale, sia per gli adempimenti che per le agevolazioni che il legislatore ha voluto attribuirgli, sia in ambito nazionale che europeo. Di seguito proveremo a delineare gli adempimenti fiscali, amministrativi e contributivi, che deve porre in essere un aspirante imprenditore per avviare un’attività agricola, e quali sono le principali modalità con le quali può acquisire un’azienda agricola ed iniziale a lavorare in ambito della coltivazione o dell’allevamento.

Acquisizione dell’azienda

Come ogni impresa, anche l’attività agricola può essere esercita solo se esiste l’azienda. In primo luogo, quindi, l’aspirante imprenditore deve acquistare unfondo rustico o un allevamento. L’acquisto è in genere difficile considerati i costi elevati degli immobili, molto difficile anche il ricorso al credito bancarioin bancario in quanto la redditività di un terreno e generalmente inferiore al costo del denaro. Solitamente il problema viene risolto mediante il contratto di affitto del fondo rustico, regolato dalla Legge n. 203/1982, con possibilità di derogare alle condizioni ivi previste, con l’assistenza delle organizzazioni sindacali agricole, attraverso un patto in deroga ex articolo 45, Legge n. 203/1982. Il contratto è soggetto aregistrazione entro 20 giorni dalla stipula, versando l’imposta di registro pari allo 0,5% sul corrispettivo dell’intera durata del contratto e non del singolo anno. Sono previste agevolazioni quando l’affittuario è un soggetto che al momento della stipula non ha compiuto l’età di quarant’anni (Legge n. 441/1998, registrazione solo in caso d’uso).

In alternativa all’affitto del fondo, se l’imprenditore agricolo si deve dotare di un’azienda, le fattispecie più diffuse sono tre:

  • acquisizione per cessione dell’azienda – atto di cessione, sottoscritto con firma autentica dal notaio e soggetto a registrazione con imposta di registro al 3%;
  • acquisizione a seguito di donazione – è richiesto l’atto pubblico redatto da un notaio, il trasferimento è esente da imposta di donazione, ai sensi dell’articolo 3, comma 4, del D.Lgs. n. 346/1990, a condizione che il donatario si impegni a gestire l’azienda per almeno 5 anni;
  • acquisizione per cessione di quote – in questo caso il cedente paga l’imposta sostitutiva sulla plusvalenza da cessione, mentre il cessionario versa l’imposta sostitutiva in misura fissa.

Ottenuto il fondo, l’imprenditore può procedere con la iscrizione del Registro delle Imprese, nella Camera di Commercio della provincia in cui ha sede l’azienda, nella sezione delle imprese agricole. Contemporaneamente deve chiedere l’apertura della partita Iva all’Agenzia delle Entrate ed impostare la relativa contabilità. A questo punto l’imprenditore agricolo può accedere ai bandi emanati dalle Regioni nell’ambito dei piani di sviluppo rurale che prevedono contribuzioni, specialmente se l’acquirente è un giovane agricoltore.

Attività agricola: il regime Iva

Particolare è il regime Iva applicabile all’attività agricola. Sotto questo profilo l’imprenditore deve scegliere se adottare il regime speciale di cui all’articolo 34, del DPR n. 633/72, o il regime Iva normale. L’opzione non viene indicata nel modello di inizio attività, ma deve essere comunicata nella prima dichiarazione annuale Iva da presentare, ovvero quella relativa al primo anno di attività. Tuttavia la scelta deve essere chiara fin da subito, in quanto il regime prescelto deve essere applicato sin dalla prima liquidazione Iva. Il regime naturale, cioè quello speciale è conveniente quando i prodotti ceduti usufruiscono di una percentuale di compensazione elevata, come il vino, oppure il latte, o per il settore dell’allevamento in genere. La convenienza, in questi casi, deriva dal fatto che l’Iva che si spende sugli acquisti è inferiore rispetto a quella detraibile mediante le percentuali di compensazione. Se, invece, la produzione riguarda cereali, frutta, ortaggi, piante, allora è più conveniente il regime ordinario, che consente di recuperare l’Iva assolta sugli acquisti secondo l’aliquota applicata per ciascun bene servizio usufruito, esattamente come accade per gli imprenditori commerciali. Per di più nella fase iniziale sono frequenti gli investimenti in beni strumentali e quindi è probabile che l’Iva spesa sia rilevante ed è recuperabile soltanto con il regime ordinario. Ricordiamo che l’opzione è vincolante per un triennio.

Se l’imprenditore presume di realizzare dall’attività agricola un volume di affari annuo inferiore a €. 7.000,00, può rientrare nel regime di esonero, che non prevede alcun obbligo contabile, tranne quello di conservare e numerare progressivamente, le fatture di acquisto e le autofatture di vendita emesse dagli acquirenti e la trasmissione dello spesometro.  In questo caso non è obbligatoria l’iscrizione al Registro delle Imprese.

Gli altri adempimenti

L’imprenditore agricolo deve poi iscriversi all’Inps, nell’apposita gestione previdenziale. A riguardo le gestioni sono due: quella dei coltivatori diretti e quella degli imprenditori agricoli professionali (Iap). L’iscrizione nella gestione dei coltivatori diretti è prevista, quando l’interessato coltiva manualmente il fondo e la manodopera dipendente non supera i due terzi di quella occorrente per i fabbisogni aziendali. Il coltivatore diretto considera a proprio favore anche la manodopera dei propri famigliari. In alternativa si può scegliere lagestione Iap per la quale non ci sono vincoli di manodopera ma occorre rispettare i requisiti dell’articolo 1 del D.Lgs. n. 99/2004 secondo cui l’agricoltore deve essere un soggetto in possesso di conoscenze e competenze in agricoltura, deve ricavare dall’attività agricola almeno il 50% del proprio reddito da lavoro e deve dedicare all’attività agricola almeno la metà del proprio tempo lavorativo. Se l’imprenditore possiede macchine agricole semoventi deve iscriversi anche presso gli uffici preposti in provincia (UMA, Utenti Motori Agricoli), al fine di ottenere la assegnazione di gasolio o di altri carburanti agevolati.

Inoltre, se il terreno coltivato assegnatario risulta assegnatario di titoli nell’ambito della politica agricola comunitaria (Pac), deve iscriversi mediante un centro di assistenza agricola o mediante una associazione di categoria per la volturazione dei titoli ed ottenere la contribuzione comunitaria.

 

Fonte Fiscomania

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