APERTURA DELLA PARTITA IVA PERSONE FISICHE: CONSIGLI, COSTI E SUGGERIMENTI

Una delle domande più frequenti che si pone chi sta per iniziare a svolgere un’attività economica, sia che essa sia attività di impresa o di lavoro autonomo, è se sia necessario aprire partita IVA e se deve presentare la dichiarazione dei redditi.

Sulla convenienza o sull’obbligo di aprire la partita IVA abbiamo già detto tanto in passato: “Aprire partita Iva: procedura da seguire e regimi agevolati“.  Come abbiamo già avuto modo di dirvi, per l’apertura di una partita IVA è opportuno affidare l’incarico ad un commercialista iscritto all’albo, in modo che possa espletare le pratiche necessarie per l’apertura e la gestione della contabilità. Oltre alla sua professionalità e ai consigli che può fornirvi, affidarsi ad un buon commercialista è la giusta soluzione per evitare errori inutili e per risparmiare tempo e denaro, in modo da potersi dedicare con più libertà alla propria attività.

Chi è tenuto ad aprire la partita IVA – Per iniziare è necessario avere ben chiari quali sono i casi in cui l’attività economica necessita dell’apertura di una partita IVA. Secondo quando disciplina l’art. 5 del DPR n. 633/72 ogni qualvolta un soggetto esercita un’attività abituale, ancorché non esclusiva, di lavoro autonomo o di impresa deve necessariamente dichiararsi al Fisco, attraverso l’apertura della partita IVA. Ne discende che il requisito fondamentale è l’esercizio di un’attività svolta inentrepreneur-593371_1280maniera abituale, continua, e non una mera attività saltuaria effettuata solo occasionalmente (in questo caso si rientra nel novero delle c.d. prestazioni di lavoro autonomo occasionale). L’attività economica può essere anche non esclusiva, riconoscendo, in questo modo la contemporanea esecuzione di un’attività di lavoro autonomo e dipendente da parte dello stesso soggetto.

Come aprire la partita IVA – Una volta chiarito quali sono i soggetti tenuti all’apertura della partita IVA vediamo quali sono i passi necessari per aprirla. Come prima cosa p necessario predisporre e compilare il modello “Apertura partita IVA AA9“, necessario sia in caso di prima iscrizione sia in caso di variazione dei dati precedentemente comunicati. Il modello dovrà contenere i vostri dati anagrafici, indirizzo, domicilio fiscale e codice fiscale. Nel modello si dovrà scegliere il codice attività ATECO, ovvero il codice con il quale l’Agenzia delle Entrate identifica le varie attività economiche. Inoltre dovrà essere inserito il regime fiscale a cui il soggetto decide di aderire (per questo vi rimando all’articolo riguardante il regime dei minimi). Infine, l’ultima indicazione da inserire è il luogo dove eventualmente, saranno tenute le scritture contabili.  Il modello può essere stampato e compilato a mano con consegna all’Agenzia delle Entrate, oppure direttamente scaricando il software a disposizione ed effettuare l’invio telematico. In poche ore l’Agenzia vi fornirà il vostro numero di partita IVA.

Quanto costa aprire una partita IVA – Al di là di quanto si possa pensare, aprire la partita IVA non presuppone il sostenimento di costi iniziali se non legati alla connessione internet, per l’invio telematico del modello. Tuttavia, però, ci sono dei costi di gestione e, ovviamente, dopo l’apertura si dovranno iniziare a pagare le tasse e i contributi all’INPS o all’eventuale cassa di previdenza istituita per la vostra attività. Il consiglio è comunque quello di affidarvi ad un dottore commercialista iscritto all’albo che sicuramente predisporrà per voi il modello di apertura della partita IVA secondo le vostre indicazioni e provvederà all’invio telematico. In generale il costo del commercialista in questa prima fase è nullo, in quanto vi farà sicuramente una tariffa a forfait per l’apertura e la gestione annuale dell’attività. Il costo della tariffa creative-725811_1280varia in funzione della mole di lavoro che necessita la gestione e che sono una diretta conseguenza della tipologia della natura delle prestazioni e della quantità di movimentazione. Quindi, l’onorario annuale che potrà chiedere un dottore commercialista, sarà quindi diretta conseguenza della tipologia dell’attività svolta e delle caratteristiche in quanto a seconda del regime fiscale prescelto, del volume d’affari, della presenza di operazioni con l’estero o con paesi black list o di particolari regimi speciali Iva si può registrare un maggiore o minore impegno del professionista a cui si assocerà un più o meno alto onorario annuale.

Gli adempimenti annuali – I soggetti che hanno una partita IVA aderiscono in generale al regime fiscale della contabilità semplificata, che prevede la tenuta dei registri IVA, della liquidazione dell’IVA trimestrale e il pagamento delle imposte dirette (IRPEF e IRAP). In alternativa, come ho accennato sopra, i contribuenti che detengono alcuni requisiti, possono aderire al regime dei contribuenti minimi, che prevede molte semplificazioni in termini sia di imposte da pagare (no IVA e IRAP), di adempimenti contabili e fiscali (no registri IVA, Intrastat e spesometro). In ogni caso, qualunque sia il regime fiscale prescelto è obbligatorio presentare ogni anno la dichiarazione dei redditi (modello Unico P.F.), a prescindere dai compensi percepiti nell’anno.

Fonte: fiscomania.com

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